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Università Neoliberale – L’incubo da indigestione [di Zia Polly]
Sabato 22 marzo 2025, nel corso del convegno “Quale università? Quale ricerca? Quale sapere? Per quale società?” – organizzato da Cambiare Rotta presso la facoltà di Ingegneria della Sapienza – si sono levate voci cariche di delusione, rabbia e frustrazione, ma anche di speranza. … Continua a leggere
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Contrassegnato neoliberalismo, repressione, riforma bernini, università
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«Al lupo al lupo»? Caso Minghetti e clima repressivo: I tempi cambiano e qualcuno se ne accorge. Ma è davvero in atto una stretta repressiva o stiamo sprecando fiato? [di Tito R. e Collettivo Minghetti]
Al lupo al lupo? Caso Minghetti e clima repressivo: i tempi cambiano e qualcuno se ne accorge. Ma è davvero in atto una stretta repressiva o stiamo sprecando fiato? Martedì 18 marzo: Liceo Minghetti occupato. Mercoledì 26 marzo, mattina: Sui … Continua a leggere
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Documento contro le Nuove Indicazioni Nazionali di Valditara
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«No! Questa cartolina rosa bisogna strapparla!» la rivolta antimilitarista del “Non si parte” e la figura rivoluzionaria di Maria Occhipinti – di Gt Ung
Chi scrive è nato e cresciuto in Sicilia, poi trapiantato a Bologna: un cervello in fuga, certo, ma di poco conto. Questa precisazione è necessaria per giungere alla seguente premessa: la Resistenza è un fenomeno che per noi siciliani è … Continua a leggere
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Parallelismi: Homo Sacer e riconquista fascista in Libia
di Tintigrrr L’homo sacer, una persona posta al di fuori della giurisdizione umana senza che trapassi in quella divina. La violenza procuratagli non costituisce sacrilegio, rappresenta quindi a tutti gli effetti un’uccisione non sanzionabile che chiunque può commettere nei suoi … Continua a leggere
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Dentro la colonia: Frantz Fanon, il lavoro a Blida e le considerazioni etnopsichiatriche
Di Emporio Ivankov E’ il 1954 quando Frantz Fanon accetta l’offerta di un posto presso il reparto psichiatrico dell’ospedale di Blida, fiore all’occhiello dell’Algeria francese e roccaforte di quell’etnopsichiatria che da quasi un secolo forniva legittimazione (pseudo)scientifica all’occupazione imperialista. Sarà … Continua a leggere
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2025: 1914, 1939 o 1950?
Analogia e ripetizione, guerra e trasformazione Di Gervasio Chi scrive non ha mai sopportato l’utilizzo aforistico della formula “la storia si ripete”: l’esempio da manuale della frase fatta per ogni evenienza, apparentemente piena di significato, nella sostanza un semplice motto. … Continua a leggere
Comportamento all’obiettivo: perdere la faccia
Non troppi anni fa un treno mi portava dall’estremo sud della Svizzera verso il nord, oltre le Alpi, nel Canton Berna. Dal finestrino vedevo i campi coltivati restringersi, le pianure farsi valli, le foreste di conifere sostituire i boschi di latifoglie e le Prealpi mutare in massicci granitici. Anche le mie preoccupazioni si facevano più grandi. Avrei cominciato a breve il servizio militare.
In questo articolo propongo una riflessione sulla violenza e sui ricordi, basata sulla mia esperienza durante la leva e su quella di altri ragazzi che, come me, all’ultimo anno di liceo furono reclutati e incorporati nell’esercito.
Bisogna parlare di eserciti adesso perché la situazione lo richiede con urgenza. Essi sono un’incubatrice della violenza e del senso del possesso, che vengono insegnati attraverso pratiche ripetute giornalmente, rigide, martellanti, subdole. Qui si produce la guerra. Il perimetro di cemento armato e filo spinato che circonda le caserme e le piazze d’armi non divide soltanto quello che appartiene all’esercito da quello che è invece civile, delimita anche due mondi: uno parlabile e uno che va taciuto. Proverò in queste pagine a farvi entrare là dentro, tra piazze d’armi e villaggi d’esercizio, d’inverno, qualche anno fa. Continua a leggere
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Il PD, o lo spirito del neoliberalismo
Introduzione Quando il Presidente Mao Tse Dong accolse Richard Nixon, il movimento comunista internazionale restò sbalordito. Nessuno riusciva a spiegarsi per quale ragione la Repubblica popolare potesse accogliere un tale f4sc1st4 in pompa magna. Mao, con calma, rispose “i reazionari … Continua a leggere
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Flexsecurity e morte della stabilità lavorativa – grazie, Jobs Act!
Che sventurati anni, quelli tra il 2014 e il 2016, quando Matteo Renzi ha svolto la carica di Presidente del Consiglio dei ministri. Genio del gioco politico, infame nella sua ambiguità, il fondatore di Italia Viva non si è risparmiato … Continua a leggere
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